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L'emergenza sanitaria per covid-19 ha portato la politica in videoconferenza, evidenziando esempi virtuosi di utilizzo delle nuove tecnologie. Con la pandemia da Coronavirus, infatti, il nostro modo di vivere è cambiato e per comunicare con amici, parenti e colleghi abbiamo riscoperto il valore di alcuni strumenti tech prima utilizzati quasi unicamente per lavoro. Anche la politica in videoconferenza ha cercato di mantenere il contatto con i cittadini compiendo un'accelerazione obbligatoria del proprio processo di digitalizzazione.

 

Il boom di videoconferenze al tempo di covid-19

Prima di vedere esempi di politica in videoconferenza, analizziamo il contesto in cui questo passaggio è avvenuto. Da uno studio di App Annie, società di analisi di dati web e mobile, emerge che nella settimana del 15-21 marzo 2020 sono stati più di 62 milioni i download di app di videoconferenze, il 45% in più rispetto alla settimana precedente e il 90% in più rispetto alla media settimanale dei download del 2019. Un numero enorme che descrive la pervasività dello strumento durante la pandemia e fa capire come la classe politica si sia trovata anch’essa costretta a modificare il proprio modo di lavorare e di comunicare ai cittadini, prendendo in prestito alcune piattaforme dallo smart working e adattandole alle proprie esigenze.

 

Strumenti di videoconferenze: come sceglierli per la politica

Per andare incontro all'improvvisa necessità di effettuare videoconferenze, l'offerta di strumenti tech si è di colpo e notevolmente ampliata con tanto di offerte e sconti dedicati a settori specifici. Anche la politica si è dovuta orientare tra differenti tool non tutti necessariamente adatti per fare eventi pubblici. Alcuni permettono di realizzare incontri con più relatori ma non nascono per parlare a grandi platee come invece i politici hanno spesso bisogno di fare.

Nello scegliere strumenti per la politica in videoconferenza si valuta soprattutto la qualità video e audio che deve essere ottima per “annullare” la distanza perché i governatori, a digiuno da bagni di folla e comizi, devono poter raggiungere i cittadini con voce chiara e immagini ad alta definizione. Importante anche la possibilità di visualizzare in contemporanea più partecipanti, per conferenze stampa “virtuali” o riunioni on line con decine di partecipanti convocate durante il lockdown per condividere punti di vista o prendere decisioni “a distanza”.

 

Politica in videoconferenza: esempi virtuosi

Nel voler mostrare vicinanza ai cittadini, alcuni politici non solo hanno adottato velocemente i nuovi strumenti ma hanno anche mostrato un grande sforzo di creatività. In Italia come altrove durante la fase di emergenza sanitaria sono state avviate numerose iniziative di “video-condivisione” per raggiungere le persone chiuse tra le mura domestiche con idee, informazioni pratiche e progetti per il rilancio dell'economia e il supporto alle persone in difficoltà.

Nella maggior parte dei casi la politica ha utilizzato piattaforme a disposizione di tutti, come Zoom, senza investirci, reputandolo un bisogno solo momentaneo. C'è invece chi ha sentito l'urgenza di attrezzarsi con tecnologie all'avanguardia per poter usufruire anche in futuro di una piattaforma di collaborazione immersiva estremamente realistica. Lo ha fatto il governo italiano con soluzioni di video desktop Cisco, ma anche quello argentino che, per le comunicazioni verso l’esterno, ha chiesto a Expriva|Italtel di installare in tempi record una doppia Telepresence Cisco MX 800 nel Salone Nord della Casa Rosada, sede degli uffici del Presidente della Repubblica Argentina, Alberto Fernández, a Buenos Aires.

La Teleprensence fornisce tutta l’infrastruttura necessaria per creare una stanza virtuale di video conferenza, garantendo una esperienza immersiva che non ha pari e permettendo di realizzare degli incontri faccia a faccia in cui i partecipanti si vedono in video in dimensioni reali o maggiori, con una definizione estremamente elevata. Per raggiungere tale risultato anche lo spazio fisico viene adattato con una speciale infrastruttura di schermi, telecamere e microfoni. Il modello Cisco TelePresence MX800 consente anche l’adattamento in base al numero di posti a sedere per riunioni da 2 a 18 persone con l'integrazione di più sale di telepresenza contemporaneamente. In precedenza, Exprivia|Italtel aveva già installato questo sistema di telepresenza nella residenza di Olivos dal 2016, ma con l’inizio dell’emergenza il presidente ha scelto di “raddoppiare” i propri strumenti adattando alla videoconferenza anche la sua prima sede istituzionale per comunicare con i governatori e il capo del governo della città di Buenos Aires e valutare con loro la situazione epidemiologica in Argentina.

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