Tags: 5G cybersecurity iot cloud

In Italia le piccole e medie imprese sono il cuore del sistema imprenditoriale. L’adozione di soluzioni di automazione in logica Industria 4.0 è ancora limitata, quindi ci sono molte potenzialità ancora da esprimere. IoT, cloud, reti 5G e cybersecurity sono le armi vincenti.

Sono 206mila le PMI italiane, categoria che racchiude imprese che hanno tra i 10 e i 249 addetti ed un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del PoliMi. Da un punto di vista numerico sono solo il 4,7% del tessuto imprenditoriale, ma rappresentano il 41% dell’intero fatturato generato in Italia dal mondo delle imprese e il 39% del valore aggiunto del Paese (dati Istat 2017). Un nucleo consistente di aziende che ancora non ha raggiunto la maturità digitale e che però ha le potenzialità per svoltare decisamente nella direzione dell’innovazione grazie alle nuove tecnologie.

Un primo dato da considerare è che in questi anni le difficoltà congiunturali hanno colpito in modo molto evidente le PMI, soprattutto per la loro minore capacità di aprirsi ai mercati internazionali, per la difficoltà di godere di economie di scala, per una ridotta capacità di investimento in innovazione. Non mancano ovviamente le eccezioni che ribaltano completamente questa vista: ci sono anche alcune start up e alcune aziende con forti specializzazioni di nicchia che hanno performance e competitività superiori alla media e spiccano come vere eccellenze.

La scelta di fare innovazione e di aprirsi alle nuove tecnologie dell’Internet delle cose e del cloud, sfruttando le potenzialità delle nuove reti 5G e con una attenzione ai temi della sicurezza è la più vantaggiosa che le PMI possono intraprendere per svoltare decisamente verso la competitività e la crescita.

Innovazione come leva per crescere

Un aspetto molto interessante evidenziato dal Rapporto dell’Osservatorio del PoliMi è che sotto il profilo della produttività, le PMI nostrane fanno meglio della media europea, all’opposto rispetto a quanto fanno le micro-imprese con meno di 10 addetti e le grandi imprese.

Se quindi la digitalizzazione fosse applicata in modo più pervasivo per migliorare competitività e produttività, le PMI potrebbero crescere anche dimensionalmente ed entrare nel numero delle imprese più grandi.

Questo è un aspetto cruciale che potrebbe rafforzare il nostro settore industriale: crescerebbe il numero delle grandi imprese, in grado di competere su mercati più ampi, e ci avvineremmo alla media europea in termini di numero di grandi aziende sul totale e numero di addetti impiegati dalle grandi imprese.

Quattro elementi abilitanti

Il percorso verso la digitalizzazione va affrontato partendo da quattro elementi abilitanti e fondamentali: cloud, IoT, reti 5G, cybersecurity.

Il cloud computing e l’IoT sono i pilastri tecnologici per costruire il percorso digitale: da un lato, applicazioni e informazioni aziendali si spostano nel cloud; dall’altro, il numero di oggetti connessi all’interno delle aziende e delle fabbriche cresce esponenzialmente e rivoluziona i processi produttivi.

Su entrambi questi aspetti le PMI si comportano in modo diverso dalle grandi imprese: l’adozione di nuove soluzioni e tecnologie è più lenta principalmente per una resistenza culturale dovuta ai timori per la sicurezza di dati e applicazioni aziendali, per una carenza di competenze specifiche con cui affrontare i processi di trasformazione e, infine, per una difficoltà a conoscere e accedere agli incentivi statali in tema di Industria 4.0. È fondamentale che le PMI possano essere aiutate a migliorare la conoscenza, a comprendere le potenzialità e a decidere l’adozione di soluzioni cloud e di tecnologie di Industrial IoT.

Il ruolo chiave delle reti: UBB e 5G

Un ulteriore fattore abilitante dei percorsi di trasformazione del mondo industriale sono le infrastrutture: le reti a banda ultra larga e le nuove reti 5G, cui vengono richieste prestazioni sempre più spinte in termini di velocità di trasmissione, copertura e affidabilità. È necessario proseguire celermente con la progettazione e la posa delle infrastrutture a banda ultra larga, in particolare a vantaggio di quelle PMI che si trovano nelle aree grigie e bianche del Paese. È importante avviare la realizzazione delle nuove reti 5G, che sono il vero abilitatore di tanti nuovi servizi in ambiente industriale grazie alle caratteristiche di velocità, bassa latenza, sicurezza.

Elemento sottostante a tutta questa trasformazione, ma di importanza cruciale, è la cybersecurity ad ogni livello: sicurezza delle reti, tutela dei dati e delle informazioni chiave per il business delle aziende, rispetto della privacy. Anche su questo aspetto, secondo la ricerca del Politecnico di Milano, le PMI hanno ancora molto percorso da fare: la sensibilità sul tema è ancora bassa, mancano figure interne dedicate e competenti, solo raramente è presente un ruolo di indirizzo strategico sul tema.

PMI: passi avanti ma ancora tanta strada davanti

Seppure la consapevolezza verso il ruolo chiave della digitalizzazione stia crescendo, restano però sul campo ostacoli che per le imprese medio piccole sono difficili da superare: i costi di acquisto di soluzioni e applicazioni digitali vengono percepiti come troppo elevati (per il 27% delle PMI), le competenze specifiche non sono presenti in azienda o manca una cultura digitale (24%), dalle Istituzioni non arriva un supporto adeguato (11%).

L’interesse per i dati è in crescita e il 62% delle PMI ha investito nel 2019 tempo e risorse in almeno una attività collegata con l’integrazione, la gestione e l’analisi dei dati. Il segnale è positivo tuttavia solo meno di un terzo delle imprese ha introdotto in modo strutturato metodi di raccolta e analisi dei dati. Ancora più piccolo è il numero di imprese che sfrutta i Big Data Analytics per fare reportistica avanzata. Meno di una PMI su cinque ha figure dedicate all’analisi dei dati, come Data Scientist o Data Analyst.

Il percorso di trasformazione delle nostre PMI è avviato, seppur il tratto da compiere è ancora lungo. Per una nazione a vocazione industriale come l’Italia, la digitalizzazione delle piccole e medie imprese è un nodo strategico da sciogliere per recuperare capacità produttiva e competitività sui mercati internazionali.

CTA-Library