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Il 5G può comportare un importante cambio di passo per la telemedicina, così da  alleggerire il lavoro dei medici senza pregiudicare la qualità delle cure per i pazienti

La gran parte degli esperti e dei tecnici lo dichiara in modo aperto: se fosse già ampiamente disponibile, oggi in tempi di emergenza sanitaria, il 5G potrebbe dare un aiuto molto importante sotto diversi profili, in particolare in ambito sanitario. Eppure, inspiegabilmente, cresce il coro di quanti additano questa tecnologia come pericolosa per la salute o, addirittura, come un possibile veicolo per il contagio. Al di là della fantasiosità e dell’infondatezza di quest’ultima ipotesi, più in generale molti osservatori concordano nel dire che in periodi difficili come quello attuale le persone tendono ad assumere un atteggiamento ostile a quanto proposto da scienza e istituzioni e ad essere più suggestionabili da teorie alternative e complottiste. Ecco quindi il motivo per cui fake news del tutto infondate scientificamente stanno trovando ascolto.

Partiamo dalla scienza

Partire dalla scienza è indubbiamente lo snodo chiave per smontare opinioni assurde e dicerie. Le caratteristiche delle reti 5G prevedono una struttura composta da un maggior numero di antenne rispetto alle altre reti e da cellule molto più piccole e dunque più numerose. La potenza del segnale emesso da ciascuna antenna è bassa, sufficiente per arrivare ai bordi di ogni cella ma non per andare oltre, così da non creare interferenze con altre antenne. Una potenza decisamente più bassa rispetto alle emissioni delle antenne radiomobili 3G e 4G che devono invece coprire un territorio più ampio.

Alcuni episodi di cronaca degli ultimi giorni ci raccontano che, in particolare nel Regno Unito, le antenne 5G sono state preso di mira ed è questo un segnale di allarme rispetto alla diffusione di teorie anti-scientifiche. In Italia sono nate iniziative di contrasto alla realizzazione delle infrastrutture 5G con comitati spontanei di cittadini che si muovono per bloccare i sindaci, i quali si vedono costretti a fermare i permessi per l’installazione di nuove antenne.

5G per una nuova sanità digitale

Lo scenario che il 5G potrebbe offrirci oggi, se lo sviluppo delle infrastrutture fosse già compiuto e la diffusione dei servizi e delle applicazioni più matura, sarebbe entusiasmante, in tempi di emergenza sanitaria. Il 5G, grazie alla telemedicina e ad app specifiche, ci offrirebbe in tempo reale la visibilità sullo stato delle persone malate. La bassissima latenza e la larghezza di banda consentirebbero un flusso continuo di informazioni, dati e immagini diagnostiche di altissima qualità, sia all’interno delle strutture ospedaliere stesse che verso le case dei pazienti de-ospedalizzati o monitorati da remoto.

Un altro aspetto saliente del 5G è che potrà offrire una immediatezza e una velocità nuove per attivare soluzioni di telemedicina. Non saranno necessarie onerose infrastrutturazioni ma si potrà sfruttare la scalabilità e la potenza dell’edge computing: l’architettura distribuita che porta la potenza di calcolo quanto più vicino possibile a dove è necessaria. E, soprattutto, che consente di operare in mobilità e di predisporre elevati standard di sicurezza.

Una delle lezioni che l’emergenza da Covid-19 sta insegnando è che la tecnologia digitale può essere un fattore determinante per contenere significativamente la diffusione del contagio verso il personale medico, che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane. Grazie ai dispositivi indossabili e ai sensori è possibile monitorare remotamente i pazienti e raccogliere numerosi dati biometrici consentendo così di tenere sotto controllo in tempo reale le condizioni dei malati sia negli ospedali sia a casa loro, con vantaggi evidenti per le persone e per il sistema sanitario, sottoposto in molte regioni a una pressione quasi insostenibile.

Le sperimentazioni del 5G in Sanità a Milano

Anche al di fuori dell’emergenza, la telemedicina può avvalersi delle potenzialità del 5G e dell’edge computing per quelle attività di analisi e consulto medico da remoto che prevedono lo scambio di dati anche video in tempo reale e che richiedono standard di sicurezza elevatissimi, per la natura sensibile dei dati trattati. Nell'ambito della sperimentazione 5G di Vodafone a Milano è attiva una soluzione applicata alla radiologia realizzata dal gruppo Exprivia|Italtel in collaborazione con l'Istituto Clinico Humanitas. La soluzione consente a medici e tecnici radiologi di collaborare fra le due sedi dell’Istituto (a Rozzano, fuori città, e alla Clinica Pio X, nei pressi del centro) nelle fasi pre, durante e dopo l'esecuzione di esami di risonanza magnetica. I benefici si misurano in termini di minori spostamenti dei pazienti, maggiore continuità operativa, velocità ed efficacia delle attività dei reparti.

Sempre nell’ambito della sperimentazione 5G promossa da Vodafone si colloca il progetto realizzato da Vodafone con Humanitas, L.I.F.E. e Exprivia|Italtel per monitorare remotamente lo stato di pazienti con problemi cardiaci non ricoverati e di personalizzarne la cura, intervenendo in caso di anomalie. Con la connessione 5G, i dati del paziente, raccolti attraverso indumenti dotati di sensori continuamente attivi, sono inviati a una piattaforma che usa un sistema di intelligenza artificiale per monitorare lo stato di salute del paziente in tempo reale durante le sue attività quotidiane.

In entrambi i casi il 5G ha caratteristiche ideali di velocità, bassa latenza e sicurezza per affiancare e alleggerire il lavoro dei medici senza pregiudicare la qualità delle cure per i pazienti.

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