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Il tema dell’Intelligenza Artificiale e dei suoi effetti nei confronti di aziende e consumatori diventa sempre più rilevante col passare del tempo. Il motivo è semplice: dopo aver trascorso anni a discutere sul significato di AI e dei suoi effetti, ipotizzando anche modifiche radicali nel rapporto tra uomo e macchina, il mondo è finalmente entrato nell’era dell’implementazione dell’Intelligenza Artificiale. I numeri parlano chiaro: uno studio di PwC arrivò a quantificare in 15.700 miliardi di dollari il contributo delle soluzioni di AI sul PIL mondiale entro il 2030, a testimonianza di quella che lo stesso studio definì “la più grande opportunità commerciale nell’economia di oggi” e che Sundar Pichai, CEO di Google, non esitò a paragonare – come impatto sull’intera umanità – al ruolo dell’energia elettrica.

In Italia, il fenomeno AI è agli albori ma le previsioni restano promettenti. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2018 la spesa complessiva per lo sviluppo degli algoritmi di AI è stata di 85 milioni di euro, con (solo) il 12% delle imprese medio-grandi ad aver completato un progetto basato su AI. Nonostante ciò, il mercato ha grandi prospettive: per esempio, gli assistenti virtuali – dispositivi domestici basati su AI - hanno generato in pochi mesi un mercato da 60 milioni di euro, mentre per i robot industriali la cifra annuale è di circa 145 milioni. Ma ancor più importante è il dato secondo cui il 21% delle aziende ha già stanziato un budget per un progetto AI, il 31% ha fatto progetti pilota e l’8% è in fase di implementazione: con queste prospettive, è lecito affermare che anche in Italia il mercato dell’AI è – e sarà sempre di più – un trend da prima pagina.

 

Intelligenza Artificiale: cos’è

Di Intelligenza Artificiale si parla da decenni, eppure non esiste una definizione universalmente accettata. La certezza è che tale espressione faccia riferimento a un ramo della computer science che studia lo sviluppo di software e hardware in grado di simulare le capacità tipiche dell’essere umano, e in particolare quelle cognitive, di apprendimento e decisionali. Tecnicamente parlando, AI è un grande contenitore che racchiude svariate tecnologie: Machine Learning, con al suo interno le reti neurali artificiali e il Deep Learning, ma anche NLP (Natural Language Processing), Computer Vision e molte altre, tutte dedicate – in maniera diversa e con un angolo visuale differente – a simulare tratti caratteristici dell’essere umano.

 

Principali vantaggi dell’AI

Se è vero che il tema dell’Intelligenza Artificiale ha ormai conquistato il grande pubblico grazie ad Alexa, Siri e Google Assistant, sono le aziende a vedere nell’AI un’opportunità imperdibile ai fini dell’incremento di produttività ed efficienza, per la riduzione dei costi e l’aumento dei profitti. A prescindere dal settore e dal tipo di implementazione, gli algoritmi di AI possono automatizzare i processi aziendali (supply chain inclusa), massimizzare la produttività, prendere decisioni autonome ed evitare errori, a cui si aggiungono svariate implementazioni specifiche che dipendono dallo use case concreto. Per esempio, molte aziende stanno investendo nei chatbot, che sostituiscono o affiancano gli operatori umani per la gestione dei rapporti coi clienti, mentre nel finance sono attivi i Robo-Advisor, consulenti finanziari virtuali che indirizzano i clienti verso il piano di investimenti adeguato al proprio obiettivo. Nel manufacturing, il principale use case dell’Intelligenza Artificiale – che nella fattispecie vive in simbiosi con i sensori dell’IIoT (Industrial Internet of Things) - è la manutenzione predittiva dei macchinari: gli algoritmi, studiando e interpretando i big data che provengono dai sensori, rilevano potenziali anomalie nei macchinari e attivano il processo di manutenzione prima che si verifichi il guasto e il conseguente fermo macchina. Essendo quantificato in circa 50 miliardi di dollari all’anno il costo dei ‘downtime’ industriali imprevisti, spiega i forti investimenti delle smart factory nella manutenzione predittiva.

 

Intelligenza Artificiale: un beneficio per tutti i settori

Si potrebbe andare avanti a lungo, perché non esiste un solo vertical che non possa ottenere benefici dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale. Nel mercato automotive è l’AI ad “alimentare” l’auto a guida totalmente autonoma, mentre gli operatori di telecomunicazioni usano i grandi volumi di dati di cui dispongono per migliorare la customer experience e acquisire nuovi clienti. In ambito sanitario, poi, AI può essere fondamentale ai fini diagnostici e come supporto per il chirurgo durante gli interventi. All’interno dell’azienda, infine, AI può fornire un supporto eccellente a quasi tutte le funzioni: alle risorse umane per l’attività di recruiting, al marketing per il processo di lead scoring, all’IT per gestire efficacemente (via chatbot) le richieste di assistenza interna e per molte altre fattispecie.

Tutto ciò giustifica l’interesse delle aziende, dei privati e di tutto il sistema economico nei confronti di questo tema: l’Intelligenza Artificiale non è infatti una “semplice” tecnologia che le aziende adottano per essere più veloci, efficienti e al passo coi tempi, ma è un passo fondamentale che devono fare per affrontare le sfide del futuro a testa alta.