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La tenuta delle reti di telecomunicazioni in questo periodo di emergenza dovuta al coronavirus è stato un elemento essenziale per dare continuità a molte attività lavorative e didattiche. Anche le strategie che si stanno delineando per la ripresa fanno perno sul ruolo delle tecnologie e delle infrastrutture di telecomunicazioni e sull’uso della rete Internet.

Le reti stanno reggendo bene, nonostante l’aumento del traffico dovuto alla molteplicità di applicazioni attivate dalle case in questo periodo di quarantena forzata. Dei tre segmenti principali che le compongono - accesso, aggregazione e dorsale –quello che sperimenta la maggiore pressione e stress è il secondo, ossia quello che va dalle centrali locali della rete fino ai grandi Point Of Presence (POP) dove parte il backbone, la dorsale.

In queste settimane il traffico istantaneo è cresciuto fino al 50%, con picchi in particolare nelle ore serali, ed è cresciuto anche il volume totale del traffico. Ma le reti hanno retto perché sono progettate per essere normalmente usate sotto il 50% della loro capacità. Il flusso di traffico è stato ridistribuito consentendo agli operatori di riorganizzare la capacità primaria e di backup.

Le indicazioni dell’Agcom

L’Autorità delle Comunicazioni (Agcom) si è attivata prontamente fin dal primo momento dell’emergenza per evidenziare agli Operatori l’esigenza di un rapido adeguamento della capacità delle reti, per allentare alcune regole di anticipo di comunicazione necessarie per la predisposizione di collegamenti a Banda Ultra Larga nei comuni ancora non dotati di questo servizio essenziale, per consentire servizi all’ingrosso meno costosi e infine per ridurre i contributi di attivazione per nuovi collegamenti. Italtel, società del gruppo Exprivia, è un fornitore e integratore di tecnologie e sistemi di networking per gli operatori e ha quindi modo di vedere da vicino come le Telco stiano effettivamente continuando ad adeguare la loro capacità di rete per rispondere a questa situazione contingente. Le reti sono progressivamente ridisegnate e potenziate.

I cinque usi principali sulla rete

Le tipologie d’uso di Internet sono diverse e si aggiungono allo smart working, di cui molto si parla in questi giorni ma che non è l’utilizzo prevalente. A farla da padrone è lo streaming (principalmente video entertainment), seguito dalla navigazione sul web, dalle attività di messaggistica e chiamate (con o senza uso del video), dai download di app e video e per finire dal gaming. Ogni tipologia ha avuto tassi di crescita diversi. I più eclatanti sono quello delle video chiamate e del gaming, rispettivamente cresciute del 500% e del 115%.

Lo smart working si estenderà in modo permanente

Un vantaggio sempre più evidente dello smart working, come molti oggi stanno sperimentando, è che non solo si annullano i tempi necessari per gli spostamenti quotidiani e si riducono traffico e inquinamento, ma si riesce a lavorare con maggiore produttività. Per questo motivo, è opportuno pensare di proseguire lungo questo trend anche a emergenza finita: rendendo il lavoro più flessibile e estendendo lo smart working a più giornate nella settimana, ovviamente per le attività che possono essere svolte in questa modalità. Da questo punto di vista, nel nostro gruppo industriale l’esperienza dello smart working è iniziata da diversi anni ed è positiva.

Il boom delle piattaforme di smart working

Quello che è avvenuto in Italia trova riscontro a livello internazionale. Ad esempio, se prendiamo una delle più importanti piattaforme di smart working nel mondo (Cisco Webex) la crescita di utilizzo misurata nel mese di marzo è impressionante ed è impressionante la crescita dell’uso del video nello smart working. Fonte: Cisco 2020

Pensiamo all’impatto sulla congestione di traffico nelle città, ai fenomeni di pendolarismo e di pressione sui trasporti regionali e locali, pensiamo alla possibilità di programmare e rendere compatibile l’attività lavorativa con quella familiare. È uno scenario nuovo e utile per la nostra evoluzione e per la nostra progressiva ripresa.

Il balzo digitale della scuola italiana

L’e-learning è stato adottato, in modalità diverse, in tutti gli ordini e gradi della scuola. Alcuni istituti, soprattutto a livello di Secondarie e Università, erano già preparati con applicazioni e infrastrutture. In altri casi, soprattutto nelle Primarie, l’avvio è stato un po’ difficoltoso ma si è poi riusciti a impostare lezioni da casa, in diretta o in differita, anche tramite nuove applicazioni disponibili sul web.

Nell’ambito del Comitato Banda Ultra Larga (COBUL) guidato dal Ministero dell’Innovazione Digitale e dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stato disposto il collegamento di 40.000 plessi scolastici con collegamenti in fibra ottica a 1 gigabit/s in modo tale da consentire di seguire in diretta video streaming le lezioni che vengono erogate in classe.

Superata l’emergenza, il modello che abbiamo utilizzato sarà comunque utile per consentire agli alunni assenti per malattia di seguire le lezioni, di interagire con professori e compagni di scuola, cosa già ovviamente possibile via social, di poter organizzare interventi di sostegno e di recupero in modo più flessibile dal punto di vista logistico.

La crescita di e-commerce ed entertainment

Tra le attività che hanno riscontrato la maggiore crescita e sono state più utilizzate ci sono e-commerce e intrattenimento digitale. Sul primo emerge il dato importante che anche le piccole imprese sono state spinte a considerare l’uso di queste piattaforme e di questi processi e che non necessariamente è così importante farsi intermediare dalle grandi piattaforme di e-commerce. Mantenere il rapporto con la propria clientela estendendola dal fisico al virtuale si è rivelato cruciale e anche questo convincerà molti a proseguire e curare ancora di più questa evoluzione. Sul secondo abbiamo già detto della notevole evoluzione avuta dal gaming on line e dallo streaming.

La Banda ultra larga non sia fattore di digital divide

L’emergenza virus ci insegna che la connettività con la fibra ottica diventa fondamentale quando entro lo stesso nucleo familiare ci sono 4 o 5 forti utilizzatori. La diffusione della fibra è ancor più importante, soprattutto nelle zone periferiche del paese.

Il concetto di città intelligente, nel nostro Paese, è soprattutto quello dei piccoli centri, dei borghi, che devono essere connessi in fibra per dare ai giovani pari opportunità rispetto alle grandi città. Il piano BUL va completato ma, nel frattempo, è importante usare subito la tecnologia disponibile oggi, e in parallelo completare al più presto il cablaggio di tutti i distretti industriali e di tutti i siti della PA, scuole comprese, e quindi delle abitazioni.

Dal 5G una vera svolta

Lo sviluppo del 5G va di pari passo con la diffusione della fibra e le microantenne che caratterizzano questa tecnologia saranno tutte connesse in fibra. Va ricordato che i timori su questo tema sono infondati: le microantenne rispettano gli stessi limiti elettromagnetici già imposti per legge per il 4G, ossia 6 volt al metro. Tra l’altro, il limite in Italia è molto più basso rispetto a quello di altri paesi europei, come la Germania, che su questo fronte sono avvantaggiati.

Con il 5G avremo reti mobili ad altissima velocità, con tempi di risposta istantanei e in grado di raccogliere dati da oltre un milione di oggetti intelligenti al chilometro quadrato. Le funzioni di routing e di computing si distribuiranno fino all’estrema periferia e passeremo dagli attuali grandi cloud pubblici centralizzati a milioni di piccoli data center di prossimità (edge computing), capaci di analizzare i dati raccolti dagli oggetti intelligenti. Infine, la network security sarà ancora più importante perché affideremo alla rete il monitoraggio e controllo di molti dei nostri processi produttivi.