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L’ospedale supera i suoi confini fisici, grazie alla telemedicina. Ed è capace di raggiungere anche chi è più lontano e isolato, come le persone sottoposte a misure di quarantena perché risultate positive al Covid-19.  Un caso di successo in questo ambito è il kit di monitoraggio e controllo, basato sulla piattaforma di Telemedicina ‘eLifecare’ del gruppo Exprivia|Italtel, messo a punto per la start-up HospitHome e utilizzato da 100 persone positive al Covid-19 in Svizzera, nel Canton Ticino. Una soluzione che potrebbe rivelarsi efficace anche per il contenimento della diffusione del virus nella cosiddetta fase due, quella che stiamo vivendo, o in eventuali fasi di ritorno.

Dopo aver sperimentato in precedenza la piattaforma ‘eLifecare’ per l’assistenza domiciliare di pazienti cardiopatici con aritmie severe e portatori di defibrillatori, HospitHome ha tempestivamente replicato il monitoraggio sui pazienti Covid-19 fin dalle prime fasi dell’emergenza.

 

La telemedicina crea uno spazio virtuale e sicuro per la cura

Saturazione d’ossigeno, frequenza cardiaca e temperatura corporea possono essere misurati a distanza h24, grazie a un tablet e a un’app in grado di inviare alert in tempo reale a una centrale operativa. La rilevazione di semplici parametri vitali offerta dalla sperimentazione condotta da HospitHome ha completamente rivoluzionato la vita di molte persone durante l’emergenza, consentendo allo stesso tempo di contenere il contagio. Il digitale diventa in questo caso una strategia per superare una triste contraddizione creata dalla pandemia, quella tra cura della persona e sicurezza del personale sanitario, rendendo virtuale il contatto del paziente con l’ospedale e spostando il processo di monitoraggio in un luogo digitale, immune dal contagio.

 

Il futuro della telemedicina: da misura emergenziale a standard di cura

La telemedicina è uno strumento di contrasto al Covid-19, secondo le indicazioni pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso aprile, perché garantisce “servizi medico-assistenziali alle persone in isolamento o che si trovino di fatto isolate a seguito delle norme di distanziamento sociale”. Al di fuori di una logica emergenziale, però, queste soluzioni potrebbero diventare uno standard. Alla base della telemedicina, infatti, c’è una visione patient centric che mette al centro i bisogni del paziente ed è capace allo stesso tempo di incidere positivamente sulla tenuta dei sistemi sanitari, abbassando il numero di ricoveri, occupando meno spazi, e velocizzando i tempi di diagnosi e intervento.

 

L’ospedale remoto per rafforzare la relazione medico-paziente

Il Covid-19 ha accelerato i processi di innovazione in ambito healthcare, dimostrando l’importanza di un ripensamento sistemico delle cure da remoto, lontane dagli ospedali. Questi sono infatti sempre più destinati a diventare centri di cura per i pazienti acuti, lasciando invece alle strutture territoriali la presa in carico dei malati cronici e la gestione dell’assistenza a domicilio. L’ospedale non deve rischiare, però, di diventare un luogo lontano e inaccessibile alle persone. Al contrario, ha oggi l’occasione di ampliare virtualmente la sua rete di connessioni, mettendo in comunicazione diretta medici e pazienti, grazie al digitale. Le videochiamate con gli specialisti, ad esempio, sono uno strumento per costruire una nuova relazione con il paziente destinata a rafforzarsi nel tempo

 

La telemedicina non è un tema tecnologico ma strategico

Per affrontare un’emergenza serve preparazione ed esperienza, anche nel digitale, e non c’è spazio per l’improvvisazione. Gli strumenti che si sono dimostrati davvero efficaci in ambito healthcare non sono frutto di scelte adottate in una logica emergenziale. Rappresentano, al contrario, la naturale prosecuzione di esperienze di successo costruite negli anni. Ecco perché il kit per la rilevazione dei parametri vitali dei pazienti affetti da Covid-19 ideato dalla start-up ticinese e certificato Medical Device nasce grazie alla possibilità di adattare una piattaforma preesistente alle nuove esigenze emerse durante l’emergenza, attraverso l’utilizzo delle più recenti tecnologie. La piattaforma eLifecare di Exprivia | Italtel si è rivelata una risorsa preziosa e ancora innovativa dopo anni dalla sua ideazione: se nel 2017 aveva completamente rivoluzionato l’approccio alle cure domiciliari, attraverso un’inedita gestione integrata dei servizi, nel 2020 ha saputo mutare pelle. È così diventata una delle soluzioni anti-Covid destinate a lasciare il segno nella sanità del futuro. La telemedicina, infatti, non è più soltanto un tema tecnologico, ma strategico, perché sfrutta i processi e il sistema di relazioni necessarie a costruire percorsi di cura e connette i pazienti con il personale medico distribuito virtualmente in poli di eccellenza. Connessioni che oggi non sono più solo fisiche, ma anche digitali.

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