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Partiamo da una piccola overview del mercato dei pagamenti digitali in Italia, un comparto in forte e rapida evoluzione: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, nel 2018 i pagamenti digitali hanno raggiunto la cifra di 240 miliardi di euro, pari al 37% dei pagamenti delle famiglie italiane, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. L’Italia si conferma un paese in cui i pagamenti in contanti sono ancora molto frequenti, ma la tendenza è quella giusta: una persona su quattro non paga più in contanti e l’Italia presenta, sotto questo profilo, un tasso di crescita superiore rispetto alla media europea con il 16% contro il 12% (fonte: EY). All’interno dalla macro-categoria dei pagamenti digitali, quelli innovativi, che l’Osservatorio definisce New Digital Payment (tra cui Mobile p2p, Mobile Proximity Payment e Mobile Remote Commerce) ammontano a 80 miliardi e sono in crescita del 56% rispetto al 2017.

È palese il fatto che il mercato dei pagamenti digitali sia soggetto a una fortissima spinta evolutiva: un settore che per molto tempo è rimasto fermo su modelli consolidati, oggi risente di una normativa fortemente incline all’innovazione (si pensi a PSD2 e all’Open Innovation nel settore finanziario) e, di conseguenza, dell’ingresso di un numero ingente di nuovi operatori che vanno dalle Big Tech quali Apple, Google e Facebook a tutto il comparto fintech che fa di agilità, competenza tecnica e nuovi modelli di business le proprie armi più affilate. Oltretutto, anche il consumatore finale è cambiato moltissimo nel corso del tempo e tutti gli attori dell’ecosistema finanziario – incumbent e nuovi player – devono assecondarne le esigenze di rapidità, immediatezza e sicurezza nei pagamenti.

 

Blockchain e i pagamenti digitali, un’alleanza perfetta

L’innovazione nel mercato dei pagamenti digitali segue diverse direttrici: quella basata sulle Open API e l’analisi dei dati, cui si somma lo sviluppo del concetto di Instant Payment e le applicazioni basate su Blockchain, una tecnologia che, a causa delle sue caratteristiche peculiari, può fungere da piattaforma stabile per i pagamenti, sia in ottica consumer che B2B. A tutto ciò si somma poi l’evoluzione a livello di interfaccia e di device fisici: consolidato lo smartphone come elemento cardine dei pagamenti, ora si stanno studiando le prossime mosse, con particolare attenzione verso gli assistenti vocali.

Limitiamo ora il discorso a blockchain. Com’è noto, essa è divenuta celebre come piattaforma tecnologica sottostante i Bitcoin: sono le caratteristiche di decentralizzazione, distribuzione, trasparenza e immutabilità del dato che hanno permesso alla criptovaluta di acquisire stabilità e valore a prescindere dall’assenza di un’autorità centralizzata che funga da garante. Tramite la crittografia, la distribuzione del registro e il meccanismo di validazione dei blocchi (che nel caso di Bitcoin è la proof-of-work), blockchain offre inoltre un livello di sicurezza molto elevato, che ben si allinea con le esigenze di attività critiche come i trasferimenti di denaro. Non è casuale che, riportando i dati (2018) dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, il 48% dei casi d’uso appartengano ad attori finanziari. Addirittura, nel 2016 il finance aveva l’81% del mercato delle soluzioni blockchain, poi sono entrati in gioco altri player in settori diversi, come le utility, logistica, supply chain, media e agrifood, determinando una fisiologica compressione dell’ecosistema finanziario, che comunque mantiene salda la prima posizione del podio. Per quanto concerne i processi coinvolti, il 24% del totale censito è relativo proprio alla gestione dei trasferimenti di denaro, a testimonianza di quanto l’esempio di Bitcoin e delle altre criptovalute abbia non solo stimolato i nuovi attori, ma anche gli incumbent del mercato a rivoluzionare i sistemi di pagamento, nonché a migliorare le proprie funzionalità di backoffice e gestionali al fine di ottenere una concreta riduzione nei costi. Tra l’altro, le banche sono tra i principali investitori in startup che operano nell’applicazione delle tecnologie blockchain, anche nel settore dei pagamenti. I benefici sono molto importanti, e soprattutto sono avvertibili a tutti i livelli, poiché blockchain permette di generare un flusso di pagamento diretto tra due o più parti accelerando e snellendo il processo, eliminando gli intermediari, assicurando trasparenza, sicurezza e anche automazione grazie agli smart contract. Velocità fulminea e commissioni ridottissime consigliano l’impiego di blockchain in ambiti come i trasferimenti di denaro transnazionali, gli scambi interbancari e l’intermediazione finanziaria, per non dimenticare gli instant payment e i micropagamenti, che permettono ai consumatori finali di scambiarsi piccole somme di denaro in modo istantaneo e semplice, con una user experience tipica del mondo social.

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