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In che modo data management e blockchain possono generare valore per i gestori di telecomunicazioni, che proprio in questo periodo sono alle prese con la transizione al 5G

e conseguente revisione dei propri modelli di business? Per comprenderne i motivi occorre per prima cosa considerare che il volume di dati generati dalle telco è in costante crescita e lo sarà sempre di più con la transizione alla rete mobile di nuova generazione. Tutto questo impone sfide non da poco in termini gestionali, di sicurezza e compliance normativa, ma è anche un’opportunità che le telco, alla costante ricerca di nuovi modelli, non possono permettersi di trascurare. In ballo, infatti, c’è la possibilità di ottimizzare i propri servizi, migliorare la customer satisfaction, creare nuovi prodotti e fare perno sull’innovazione per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.  


Come il data management crea valore per le telco

Una prima opportunità è senz’altro quella di sfruttare le capacità di big data analytics per estrarre informazioni utili al business dall’infinità di dati, strutturati o meno, provenienti dalle reti: dispositivi usati, ubicazione, log delle chiamate, pattern di consumo e di spesa, transazioni, tecnologia impiegata, utilizzo dei dati su rete mobile, roaming, luoghi più visitati ecc. Puntando sul fatto che le telco servono milioni di persone, la capacità di miscelare diversi dataset, sfruttare tecnologie avanzate come la sentiment analysis ed estrarre informazioni di valore permette loro di micro-segmentare i clienti e raggiungere così uno dei grandi obiettivi del paradigma 4.0: offrire un servizio personalizzato. Anche perché le telco devono gestire un aspetto caratteristico del proprio business, ovvero il costante turnover di clienti che passano ai competitor per poi rientrare a bordo a seguito di offerte particolarmente vantaggiose. Per questo la customer retention è una delle sfide e dei parametri più importanti su cui misurare l’efficacia delle attività delle telco: essendo il costo di riacquisizione del cliente piuttosto elevato, la micro-segmentazione dei clienti permette agli operatori di sviluppare servizi su misura, magari rivolgendoli a quei clienti che, in base a un’analisi predittiva, hanno buone probabilità di cambiare operatore a breve.

 

I benefici di blockchain, dal roaming al 5G

In aggiunta ai diversi scenari di servizio già previsti in altri settori, soprattutto in quello finanziario, blockchain ha enormi potenzialità anche nel mercato delle telecomunicazioni, e questo sia come opportunità per la riduzione dei costi che per lo sviluppo di nuove attività di valore. Nonostante il suo impiego nel mondo telco non sia ancora capillare, lo sviluppo di moltissimi POC (Proof of Concept) da parte degli operatori più rappresentativi è sintomo di progresso e di un cammino ormai avviato.

In che modo blockchain può dunque favorire la generazione di valore per le telco? L’ipotesi più semplice, e al tempo stesso più efficace, è la riduzione di complessità nei rapporti tra gli operatori stessi. Si pensi al roaming, per esempio: l’impiego di un registro distribuito permetterebbe transazioni immediate, automatiche (tramite gli Smart Contract) e sicure tra gli operatori per la gestione dei costi di roaming, senza bisogno di procedure offline di riconciliazione e l’impiego di terze parti, con sensibili benefici anche in termini di costi. Inoltre, blockchain renderebbe tutte le procedure estremamente veloci e sicure, ponendosi come strumento di valore anche per la prevenzione delle frodi, sia in ambito di roaming che di identity management. La subscription identity fraud, che si verifica quando un utente accede ai servizi della rete mediante falsa identità, può essere infatti arginata da blockchain, soprattutto in uno scenario di collaborazione tra gli operatori: anche qui, la sostituzione dei database indipendenti (e non necessariamente aggiornati) con un modello comune, sicuro, condiviso e distribuito, avrebbe positive ripercussioni sia sui costi che sulla sicurezza della rete. Inoltre, il meccanismo crittografico a chiave pubblica/privata insito in blockchain consentirebbe di identificare direttamente il device e di associarlo in modo sicuro a un’identità definita.

Altra fattispecie molto interessante ai fini dell’impiego di blockchain è la number portability, un processo attualmente complesso poiché basato su un modello centralizzato, con numerose operazioni manuali ed inadatto a gestire in tempi adeguati grandi volumi di richieste. L’introduzione di soluzioni basate su Blockchain, con su un modello distribuito e condiviso tra tutti gli operatori, fondato sulla trasparenza e sicurezza,  abilita transazioni e cambi operatore in tempi ridottissimi. Exprivia | Italtel ha messo a punto una soluzione basata sul proprio prodotto i-RPS, il Centralized Routing & Policy Engine, che è stata presentata a Barcellona al Mobile World Congress 2019.

Questi non sono che alcuni dei potenziali ambiti di impiego di blockchain nel mondo telco: nel paradigma 5G, per esempio, la tecnologia potrebbe trovare applicazione in ambito di scoperta e selezione della rete di accesso oppure, tra le tipiche applicazioni della rete di nuova generazione, per la gestione e la connessione di migliaia di sensori IoT, un’ipotesi quanto mai interessante soprattutto in ambito industriale, dove i progetti di Industria 4.0 potrebbero beneficiare sia delle caratteristiche peculiari di 5G, sia dell’immediatezza e sicurezza di una rete peer-to-peer garantita da blockchain.