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Quello tra blockchain e insurance può essere uno dei matrimoni più felici e duraturi di tutti i tempi, ma per comprenderne appieno i motivi bisogna partire da alcune considerazioni di base sul mondo assicurativo e i processi che lo governano. Per prima cosa, qui la digitalizzazione è tutt’altro che completa: molte polizze sono stipulate con contratti cartacei così come le richieste di indennizzo, e questo comporta lavoro manuale, costi, tempi e, soprattutto, il rischio che vengano fatti errori.

A complicare il tutto si mette un ecosistema fatto di processi intricati che coinvolgono diversi soggetti: clienti finali, compagnie assicurative, broker, compagnie di riassicurazione, soggetti terzi ecc. Quando gli attori coinvolti sono molti, i processi non ancora digitalizzati e la sinergia carente si va incontro ad almeno due rischi: l’inefficienza, che più che un rischio è una certezza, e i tentativi di frode, vero e proprio nemico giurato del mercato assicurativo. Secondo le stime dell’FBI, negli USA le frodi assicurative costano circa 40 miliardi di dollari all’anno e si traducono in un aumento dei premi compreso tra i 400 e i 700 dollari/anno. D’altronde, è il sistema stesso a porgere il fianco ai tentativi di frode, che diventano tanto più probabili e dagli effetti devastanti quanto cresce la complessità delle operazioni assicurative, che in certi casi coinvolgono un numero molto elevato di attori: da qui derivano interpretazioni difformi, informazioni di difficile reperibilità, scarsa visibilità sui processi e, appunto, tentativi volti a ottenere vantaggi fraudolenti dai limiti di queste procedure.

 

Blockchain e insurance, il ruolo degli smart contract

Chi conosce la blockchain ha già compreso il suo immenso potenziale all’interno di un mercato contraddistinto dalla frammentazione, dalla scarsa visibilità informativa e da processi in parte manuali. Non è un caso che i principali use case di questa tecnologia rientrino nell’universo della finanza, ma mentre gli istituti finanziari e le aziende fintech si concentrano sull’impiego di blockchain in ambito di pagamenti, trading, compliance e per le attività di credit scoring, il mondo delle assicurazioni considera giustamente prioritaria la prevenzione delle frodi.

 

Contro le frodi massima trasparenza

La blockchain può essere davvero la svolta tanto attesa. Il motivo è semplice: se è vero che le attività fraudolente si insinuano nella scarsa visibilità di parti del processo, la blockchain renderebbe tutto visibile e trasparente, facilmente verificabile e accertabile. Com’è noto, infatti, la blockchain si sostanzia in un registro decentralizzato che viene condiviso e gestito da tutti gli attori che hanno un ruolo nel processo e assicura l’assoluta immutabilità dei dati che sono stati approvati e registrati dalla rete. Se questo registro venisse ipoteticamente condiviso tra tutte le compagnie assicurative, sarebbe molto più semplice identificare eventuali comportamenti fraudolenti da parte dei clienti, i tentativi di contraffazione o, magari, l’esistenza di broker che vendono polizze senza poterlo fare. Certamente, un sistema del genere richiesta tanta collaborazione tra le parti in causa, ma le compagnie, che ogni anno subiscono danni per 40 miliardi di dollari (solo in USA), hanno tutto l’interesse nell’agevolare ogni iniziativa che vada in questa direzione.

 

Tra blockchain e insurance: gli smart contract

Nel rapporto tra blockchain e assicurazioni si inserisce poi il tema degli smart contract: se un contratto tradizionale è un accordo tra le parti cui è attribuito valore legale, lo smart contract è anch’esso un accordo tra le parti, ma cui viene dato valore ed esecuzione direttamente dalla rete blockchain. Lo smart contract non ha un ruolo nella prevenzione delle frodi, ma è fondamentale in ambito assicurativo per accelerare l’esecuzione di specifici accordi, e in particolare per la liquidazione degli indennizzi. A livello pratico, si consideri per esempio la sottoscrizione di una polizza assicurativa che preveda il rimborso del biglietto aereo nel caso in cui il decollo superi le due ore di ritardo: se il contratto è registrato su blockchain tramite uno smart contract, il sistema può accedere ai dati ufficiali del traffico aereo e, nel caso in cui rilevi un ritardo superiore alle due ore, può effettuare direttamente il pagamento al cliente. Senza che nessuno debba prendere in carico la pratica, valutarla, acquisire manualmente informazioni e poi liquidare l’indennizzo.

 

Blockchain e insurance: vantaggi e gli ambiti applicativi

Le assicurazioni possono approfittare dei benefici della blockchain in diversi modi: per ridurre i costi amministrativi legati alla gestione manuale di pratiche e processi, creare automazione tramite smart contract, ridurre l’impatto delle attività fraudolente mediante trasparenza e visibilità dei processi e per realizzare servizi e prodotti innovativi.

In quanto tecnologia versatile e avvolgente, la blockchain può essere impiegata in tutti i rami assicurativi: in un’assicurazione auto, per esempio, la sfida che le compagnie affrontano ogni giorno consiste nell’ottenere dati sicuri e trasparenti sui quali quantificare i danni, ma questo comporta in ogni caso attività di coordinamento tra diverse parti, gestione manuale della pratiche e riconciliazione, da cui potenziali errori e il (solito) rischio che tra i passaggi si insinuino attività fraudolente. Tra l’altro questo settore potrebbe beneficiare della sinergia tra blockchain, smart contract e i sensori IoT (Internet of Things) integrati all’interno delle automobili: in questo modo si ottengono dati certi (provenienti dai sensori), sinergia tra le parti (blockchain) ed esecuzione in tempi rapidi (smart contract).

Pur con tutte le varianti del caso, un discorso analogo si può estendere a infinite altre fattispecie: per esempio, per dare esecuzione a una polizza sanitaria in caso di intervento chirurgico e riabilitazione successiva bisogna produrre documenti da fonti diverse e difficilmente connesse tra loro. Ecco perché la blockchain e i suoi smart contract potrebbero essere centrali anche in quest’ambito, assicurando trasparenza, rapidità di esecuzione, sicurezza ed efficienza a tutto il processo. Processo che oggi, dovendo passare da tanti operatori indipendenti, fornisce svariati point of failure che si ripercuotono direttamente sull’efficienza della struttura e il sentiment del cliente.