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La tecnologia 5G potrà dare risposte esaustive alla crescente esigenza di innovazione della sanità, che si delinea come uno degli ambiti in cui l’impatto della rivoluzione digitale è particolarmente dirompente.

L’attenzione al benessere e alla cura della persona, anche a ragione del progressivo invecchiamento della popolazione e della diffusione di patologie croniche, stanno esercitando oggi una indiscutibile influenza sul settore sanitario, per lo meno nei paesi occidentali.

L’innovazione digitale può essere una leva strategica fondamentale per un sistema sanitario in linea con i bisogni e le aspettative dei cittadini. In particolare, i servizi digitali basati sulla rete 5G miglioreranno il livello di soddisfazione dei pazienti e la relazione tra struttura e paziente, agevoleranno la comunicazione e l’accesso alle informazioni e alle risorse sanitarie, aumenteranno l’efficienza e la qualità delle prestazioni.

Monitorando il paziente a casa si può costruire un modello assistenziale nuovo e più efficiente.

Si assiste oggi alla progressiva tendenza alla specializzazione degli ospedali centrali e, parallelamente, alla delega della gestione dei pazienti cronici alle strutture territoriali. Il ruolo delle tecnologie digitali diventa quindi fondamentale a supporto del miglioramento e dell’innovazione del sistema sanitario. Sfruttare il potenziale innovativo delle tecnologie per estendere la portata e l’affidabilità del monitoraggio da remoto e della telemedicina è alla base della sanità del futuro.

Il settore sanitario sta generando una crescente domanda di soluzioni tecnologicamente avanzate per le strutture sia pubbliche che private. L’obiettivo principale è il controllo della crescita esplosiva della spesa sanitaria in tutta Europa. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano sulla Sanità Digitale, il mercato della sanità digitale in Italia è 1,3 miliardi di euro l’anno, quando si parla di sprechi nella sanità per 21 miliardi di euro. Ci si domanda quanto potrebbe fare il digitale per ridurre questi enormi sprechi.

La risposta è di nuovo nella telemedicina grazie alla quale monitorare il paziente a distanza attraverso sensori e applicazioni specifiche su smartphone e device: un modo per limitare i periodi di ospedalizzazione, soprattutto per i malati cronici, con il duplice vantaggio di ridurre i costi del sistema sanitario e di consentire al paziente di essere seguito senza lasciare la propria casa.

Operazioni chirurgiche a distanza con il 5G.

Le nuove tecnologie digitali ed informatiche possono fare anche di più una volta che sarà sviluppata l’infrastruttura 5G. Già oggi con la videocomunicazione i medici di una struttura ospedaliera più piccola o decentrata possono tenere delle sessioni video in alta definizione con specialisti di altre strutture ospedaliere per un secondo parere o un consulto sulle problematiche di un determinato paziente. Ma a tendere, grazie alle reti 5G, sarà possibile eseguire operazioni anche complesse a distanza, coinvolgendo equipe di medici che lavorano in ospedali diversi, anche molto lontani.

Le basse latenze e i livelli di sicurezza del 5G sono un tassello importante. Ma non l’unico perché le nuove reti potranno essere anche plasmabili in relazione alla tipologia dei servizi trasportati, secondo le logiche dello slicing ossia della riconfigurazione dinamica in base alle esigenze dello specifico servizio o applicazione trasportata. Tornando all’operazione chirurgica a distanza, dovrà essere assicurato il fatto che per tutto il tempo dell’operazione e lungo tutta la rete su cui viaggiano le informazioni, anche se attraversa nazioni diverse, sia data la priorità alle immagini in movimento ad altissima definizione e si conservi una bassissima latenza, necessaria a muovere millimetricamente gli attrezzi chirurgici e ad agire con assoluta precisione. Un contesto tecnicamente molto all’avanguardia realizzabile grazie a una slice di rete dedicata in cui tutte le componenti coinvolte si coordinano per dare lo stesso supporto a situazioni mission critical. 

Per realizzare questo scenario è indispensabile la lungimiranza di investimenti strutturali. Le promesse della telemedicina possono essere realizzate solo da sistemi e soluzioni di nuova concezione. I risultati dell’indice DESI sullo stato di digitalizzazione dei paesi UE resi noti dalla Commissione Europea rilevano che l’Italia occupa il secondo posto in termini di preparazione al 5G.

L’Italia si sta dotando di infrastrutture di altissima velocità di comunicazione e questo risponde alla necessità di abilitare anche la modernizzazione della sanità verso i modelli di telemedicina e diagnosi a distanza.